giovedì 4 dicembre 2014

Zona Pasquirolo - Come sono riusciti a trasformare un posto romantico in una mostruosità

Largo Corsia dei Servi, nome evocativo e antico, dato negli anni Cinquanta allo slargo moderno con al centro una chiesetta del Seicento. Il nome Corsia dei Servi, deriva dalla denominazione antica di Corso Vittorio Emanuele, mentre al posto del largo vi era un quartiere fatto da una piazzettina e da vicoli stretti, denominato Pasquirolo, forse luogo di pascoli in epoca antica. Quartiere sorto sulle rovine delle terme Erculee romane, oggi a tratti riportate in superficie (poche pietre e mattoni). Al centro, come già detto, si trova l'unico edificio superstite allo sventramento realizzato negli anni Cinquanta, ovvero la chiesetta di San Vito al Pasquirolo.

L’edificio fu costruito in stile tardo-manierista, dopo il 1621, da Giovanni Pietro Orobono. Il portale fu invece progettato dal Genovesino nel 1626-1627. San Vito al Pasquirolo sorge oggi al centro di un ampio e caotico cortile moderno realizzato con le demolizioni post-belliche, che se non altro hanno in parte ricreato l’originario prato del “piccolo pascolo”, da cui aveva preso il nome la zona (Pasquirolo, per l’appunto). Dopo essere rimasta chiusa per un trentennio, la chiesa è stata recentemente restaurata e riaperta. Oggi si officiano funzioni con rito cristiano-ortodosso. (Wikipedia)

La chiesetta era circondata da edifici che formavano un dedalo di viuzze strette come avevamo già menzionato, Via Pasquirolo, Via Passarella e Via San Zeno, mentre davanti alla chiesa si trovava una piccola piazzettina. Oggi la chiesa è circondata da palazzoni moderni, creati da studi d'architettura di elevata qualità, come lo Studio BBPR e Caccia Dominioni, ma che nessuno è riuscito a dare un'anima allo slargo, rendendolo sterile, per giunta recentemente tagliato completamente fuori da Corso Vittorio Emanuele dalla chiusura di 2 dei tre passaggi che li mettevano in comunicazione.

Un peccato, perché immaginare cosa sarebbe stata la piazzetta oggi, con bei negozi, case in stile e ben tenute oggi avrebbe avuto un impatto ben differente.

Le ultime tappe delle sorti della piccola chiesa:
1925 Sconsacrazione della Chiesa di S. Vito.
1936 Espropriazione da parte del Comune di Milano.
1963 Acquisto della proprietà della Chiesa da parte della Provincia Veneta dell'Ordine dei Servi di Maria.
1966 La chiesa è sottoposta ad un restauro finanziato dalla famiglia Falck e riaperta al culto nel periodo di Padre Turoldo.
1985 La chiesa passa in proprietà all'istituto Diocesano di Sostentamento del Clero.
2000: Lavori di restauro conservativo della chiesa.
22 marzo 2001: Riconsacrazione della chiesa e restituzione al Culto alla presenza dell'Arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini.

La zona nel 1917 e nel 2007




















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